13.2 Foto & Video in rete

Flickr

  • Flickr è una Photo Sharing Community. Gli utenti possono caricare, organizzare,fornire una didascalia, condividere e commentare (o far commentare) le proprie foto. Chi haaccesso a queste immagini e come esse possono essere utilizzate è indicato dall’utente stesso(sul tema Licenze si veda il capitolo Creative Commons).Le foto possono essere caricate in diversi modi: dal sito web, per e-mail o dal cellulare. InoltreFlickr offre la possibilità di integrare album fotografici in pagine web esterne, evitando il fastidio didover ricaricare le foto.Non appena le foto sono su Flickr, esse possono essere ad esempio linkate molto bene a Weblogso anche a Facebook.
  • www.flickr.com

Picasa

  • Picasa è un software di archiviazione di immagini. Esso è offerto dal gigante di Internet Google .Picasa di distingue dagli altri programmi in quanto a disposizione degli utenti vi sono anche alcune funzioni di elaborazione delle immagini. Picasa è costituito da un programma che viene installato sulproprio PC e che permette di collegarsi ai servizi online. Entrambi i tool possono essere utilizzati anche separatamente, sebbene sia proprio la loro combinazione a dar vita al pieno potenziale perla lavorazione e la diffusione delle foto.
  • picasa.google.com

YouTube

YouTube è una cosiddetta piattaforma di Video Sharing. Il 23 aprile 2005 è stato caricato il primo video sulla piattaforma, si chiama “me at the zoo” ed è ancora visibile. Oggi vengono visualizzati oltre 4 miliardi di video al giorno e ogni minuto vengono caricate 60 ore (!) di video. YouTube offre agli utenti la possibilità di caricare in modo semplice i propri video (o riprenderli direttamente dalla webcam), guardarli e condividerli. L’offerta va da brevi filmati amatoriali a produzioni professionali in qualità HD.
Per la comunicazione politica questa piattaforma è utilizzata sempre più di frequente come importante canale di comunicazione. Mentre sulla piattaforma si trovano spesso politici americani con un proprio canale, nell’area di lingua tedesca troviamo piuttoso i partiti (ad es. Die Grünen). Anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel è presente sulla piattaforma con un proprio Videopodcast “Die Kanzlerin direkt”. Dall’estate 2006 la Merkel utilizza questo mezzo di comunicazione per spiegare con parole semplici la sua politica ai cittadini. L’idea è buona, il successo modesto. Il numero di contatti è spesso a tre cifre. Il blog della ZDF inmerito: “Dialogo: risultato negativo. I video ufficiali sembrano essere dei comunicati stampa filmati. Chance sprecata.” Perché ciò? “I politici e i partiti tedeschi sono abituati alla TV e quindi anche nei loro video sul web si comportano come se stessero in televisione.

Sulla piattaforma riemergono in continuazione filmati scottanti, che suscitano a volte piccoli a volte grandi scandali. Un esempio famoso è costituito da una campagna dell’organizzazione ambientalista Greenpeace. L’organizzazione ha infatti pubblicato sulla piattaforma un video ripugnante e ha dato il via a un attacco pubblico contro il produttore di alimenti Nestlé. Il videomostra un uomo seduto alla scrivania che immerso nei pensieri apre una barretta di Kitkat. Senza guardare morde il dito di una scimmia che esce dalla confezione, ma non nota nulla e continua a mangiare. Con questa campagna Greenpeace ha voluto attirare l’attenzione sul dissodamento delle foreste pluviali nel Sud-est asiatico per la coltivazione di piantagioni di palme da olio. L’olio dipalma è un tipo di olio a basso costo, che è utilizzato per essere aggiunto agli alimenti. Queste piantagioni monocoltura riducono l’ambiente naturale in cui vivono gli orangotango, già minacciatidi estinzione. Il video si è diffuso tantissimo in pochi giorni e ha scatenato un’ondata di proteste. Nestlé è arrivata ad ammettere di aver cercato di bloccare il video, e questo è stato il primo di tanti errori che il gruppo industriale ha commesso nella sua comunicazione di crisi. Secondo Nicole Bäck di Ecker & Partner solo attraverso l’oscuramento del video “l’azione sarebbe potuta passare da online a offline”. In risposta alle critiche sulla Pagina Fan KitKat di Facebook Nestlé ha scritto: “Thanks for the lesson in manners. Consider yourself embraced. But it’s our page, we set the rules, it was everthus.” Nestlé non era chiaramente preparata al potere della Community di Internet e ha reagito inmodo offensivo e accondiscendente. “I commenti maleducati su una pagina Facebook sono percepiti meno dalle persone rispetto al tentativo di oscuramento del video.” Secondo la Back, laCommunity di Internet reagisce in modo allergico alla censura. Invece di cercare il dialogo con gliutenti, Nestlè ha bloccato la sua Pagina Fan KitKat di Facebook. “Se si decide [come società] di utilizzare questi mezzi di comunicazione, si dovrebbe affidare la loro gestione a persone in gradodi farlo.” consiglia Sigrid Krupica dell’agenzia Grayling.

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