12.1 Problema: e i nostri dati personali?

Stupendo spot belga sull’ingenuità della gente riguardo i propri dati in pasto ai social network.

  1. Il problema della protezione dei dati personali su Internet è che essa è in conflitto con la richiesta di libertà di informazione. La libertà di informazione richiede più trasparenza e ciò secondo gli incaricati della protezione dei dati fa sì che gli utenti di Internet diventino degli uomini di vetro. Il Social Web, soprattutto Facebook, offre con regolarità spunti per dibattiti sul tema della protezione dei dati personali. Dai contributi postati possono essere tratte informazioni su residenza, hobby, abitudini di acquisto e ambiente sociale. Queste informazioni appartengono alla sfera privata di una persona che deve essere protetta. Cyberstalking, furto di identità e danno alla reputazione sono i problemi che insieme alla mancanza di consapevolezza sono presenti in Internet. Attraverso informazioni pubbliche possono essere creati dettagliati profili personali. A molti utenti spesso non è chiaro che nelle impostazioni account dei propri profili online anche le impostazioni relative alla protezione dei dati personali possono essere modificate. Le impostazioni predefinite a volte non sono nell’interesse dell’utente e devono essere quindi quanto prima modificate e verificate con regolarità.
  2. Un altro problema dei social network è che per la registrazione si deve accettare un’informativa sulla privacy. Questa informativa fornisce al servizio online diritti di sfruttamento molto più ampi su tutti i contenuti, che gli utenti caricano (foto, video, messaggi di stato ecc.). Anche se l’account è cancellato, i contenuti non sono rimossi. Discutibile è anche la normativa sulla conservazione dei dati personali, che prevede che i dati siano conservati per 6 mesi dalla loro fornitura (senza motivo o sospetto). Con le informazioni salvate possono essere analizzate in modo preciso le modalità di comunicazione delle singole persone, comportando quindi una limitazione dell’anonimato su Internet.

La Corte Costituzionale Federale tedesca ha dichiarato l’annullamento della legge sulla conservazione dei dati personali del marzo 2010. Tuttavia, una Direttiva Europea del 2004 prevede che gli Stati membri dell’UE debbano emanare leggi nell’interesse della lotta contro la criminalità secondo cui i dati di collegamento ottenuti dai provider dei servizi di comunicazione devono essere conservati almeno per sei mesi. Nell’ambito dell’UE vi sono però grandi differenze: i dati sono conservati dai sei mesi ai due anni.

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